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Corso di Dizione Online e Roma: Voce Nasale

Come Migliorare il Timbro Vocale ed eliminare la Voce di Naso

Riconoscere la Voce Nasale: Niente aria nel naso?

Una Voce troppo nasale può essere conseguenza di un errore altrettanto comune, anche se opposto a quanto visto nel precedente articolo: troppa poca aria nel naso.

Pensate a Sylvester Stallone nel ruolo di Rocky, con un suono basso e nasale che è sicuramente il risultato dei troppi incontri di boxe.

A meno che non abbiate un forte raffreddore, la vostra voce probabilmente non ha questo suono, ma potreste ritrovarci qualcosa di voi nella parte dello spettro nasale più leggera.

Come eliminare la Voce di Naso: Corso di Dizione Online e a Roma

E’ del tutto possibile che tu abbia sfumature di nasali leggere indesiderate nella voce nasale e che non te ne sia mai accorto prima di registrarti. Quindi adesso prendi il tuo smartphone, apri l’app delle memo vocali e registra un messaggio sonoro di almeno 30″.

Ora riascolta la tua voce con molta attenzione. Senti ancora di avere un timbro di voce nasale? Se la risposta è sì, tranquillo sei in buona compagnia.

La nasalità è comune perché è davvero molto facile mandare troppa (o troppo poca) aria nelle cavità nasali, almeno finché la voce non è perfettamente allineata.

Corso di Dizione Online e a Roma: come eliminare la Voce Nasale e migliorare il Timbro Vocale

Una volta che la voce diventa nasale, per un motivo o per un altro, potrebbe restare bloccata nel naso. Perché? La ragione principale è la memoria del suono.

Il cervello ricorda il suono della voce e rivaluta regolarmente le qualità che si legano alla tua. Sente i suoni che producete e cerca di replicarli la prossima volta che parlerai. Immaginate di avere il raffreddore per due settimane.

Il cervello inizierà ad associare alla tua voce il suono del naso tappato e ti spingerà a mantenerlo, anche quando il naso sarà ormai libero.

Il tuo sistema nervoso ti sta dicendo erroneamente che questo è il tuo suono di ieri ed è così che dovrebbe essere anche oggi.

Fortunatamente si può utilizzare lo stesso la memoria sonora per uscire da questa problematica. Esercitandoti in nuovi modi per produrre i suoni imparerai come farli, ma allo stesso tempo comunicherai al cervello che anche questi vi appartengono. L’importante è dire a te stesso: “Questa è la voce che voglio e, quando vado fuori strada, questo è il modo per ritornarci.”

Corso di Dizione Online e a Roma: come migliorare il Timbro Vocale ed eliminare la Voce Nasale

Se vuoi scoprire se hai una voce nasale ti consiglio di eseguire un semplice test che puoi trovare nel mio articolo sul timbro vocale nasale. Comunque correggere la voce nasale è davvero molto difficile e se vuoi realmente eliminare il tuo timbro nasale in breve tempo e in maniera efficace, ti consiglio di chiedere informazioni sul mio Corso di Dizione Online e a Roma

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Corso di Dizione Online: Test per riconoscere il Timbro di Voce Nasale

Vuoi sapere se hai un timbro di voce nasale? Esegui questo test sulla tua voce e scopri se hai realmente un timbro vocale nasale!

Inizia a contare lentamente ad alta voce da 1 a 10. Quando arrivi al numero 5, chiudi delicatamente le narici con le dita e continua a contare ad alta voce.

Quanto è cambiato il suono del tuo timbro vocale nei numeri da 6 a 10? E’ cambiato forse in maniera drastica?

Se NON hai un timbro di voce nasale, dovresti NON avvertire quasi nessuna differenza quando parli con il naso tappato. Vuol dire infatti che parli correttamente, perché in questo caso c’è solo una piccola quantità di aria che entra nel tuo naso.

Dizione Corso Online: Timbro di Voce Nasale

In conclusione, quando con le dita chiudi le narici, la quantità d’aria che tieni bloccata non dovrebbe influenzare il suono. Potresti però sentire il suono leggermente diverso nei numeri che contengono la consonante N, ma in questi casi è normale.

Se noti invece un cambiamento drastico nella tua voce mentre parli con il naso tappato, allora è la prova evidente che c’è troppa aria che fuoriesce dalle cavità nasali e quindi sì, molto probabilmente il tuo è un timbro di voce nasale.

Come eliminare il Timbro Vocale Nasale

Come puoi allora migliorare il tuo timbro vocale? Innanzitutto imparando a respirare con il diaframma.

A tal proposito ti invito a leggere i miei numerosi articoli in cui ti insegno come funziona la respirazione diaframmatica e gli esercizi per fare pratica.

C’è però un metodo più pratico e veloce per eliminare la voce nasale, e cioè iscriverti al mio Corso di Dizione Online.

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LAPSUS FREUDIANO, PERDITA DI MEMORIA, VUOTI DI MEMORIA

 

Corso di Dizione Online: quali sono le parole che si pronunciano con la Vocale E aperta o chiusa?

La Vocale E ha sempre il suono aperto e quindi l’accento grave, nelle seguenti parole:

  • nel dittongo “ie” come ad esempio:

Carabinière – giocolière – forestièro – negrièro – piède – brughièra – piède – brughièra

  • fanno eccezione:

chiérico, chiérica, bigliétto, i termini di origine geografica come marsigliése, ateniése, e i dimutivi in – etta, – etto, – ette: vecchiétto(a), macchiétta, magliétta, armadiétto.

  • nei vocaboli di origine straniera che terminano in consonante tra cui:

motèl, sèltz, sèxy, tèlex, tèst, unisèx

  • quanto precede un’altra vocale:

giubilèo, Taddèo, plébeo, vorrèi, riderèi, Romèo, manichèo, dèi, nèi

  • fanno eccezioni:

credéi, perdéi, déi (prep. art.), néi (prep. art)

  • nel condizionale (terza sing. e terza plur.):

saprèbbe, saprèbbero, terrèbbe, terrèbbero, sarèbbe, sarèbbero

  • nelle desinenze in – èbile:

indelèbile, flèbile

  • o in -èdine:

acrédine – pinguèdine – rèdine – salsèdine

  • nei casi in cui la “e” su cui cade l’accento è seguita da una consonante e da due vocali:

assèdio, deletèrio, Grècia, Malèsia, misèria, matèria, pomèrio, vitupèrio

  • fanno eccezione:

diléguo, proséguo, strégua, trègua, frégio, sfrégio

  • nelle desinenze del participio presente:

agènte, tenènte, vigènte, cadènte, ponènte, renitènte

  • nelle desinenze in – ecolo, -ecola:

trasècolo, molècola, fècola, bazzècola

Corso di Dizione Online: che differenza c’è tra la Vocale E aperta e chiusa?

La Vocale E è sempre aperta e quindi ha l’accento grave:

  • nelle desinenze in -ello, -ella:

caramèlla, Donatèlla, gemèllo, grimaldèllo, Ornèlla, tarantèlla, vinèllo, zitèlla

  • fanno eccezione:

quéllo, quélla, délla, nélla (prep. art.), capéllo, stélla

  • nelle desinenze in -endo, -enda, -ende, -endi:

dividèndo, ammènda, orrèndo, bènda, stupèndo

  • fanno eccezione:

véndo, scéndo, e composti: rivéndo, ridiscéndo

  • nelle desinenze in -enza:    

appartenènza, virulènza, violènza, purulènza

  • nelle desinenze in -èsimo:

centèsimo, dodicèsimo, ennèsimo, millèsimo, millionèsimo

  • fanno eccezione gli altri vocaboli che finiscono in – esimo, – esima:

battésimo, medésimo, incantésimo, cristianésimo, feudalésimo, quarésima, urbanésimo

  • l’eccezione dell’eccezione è il vocabolo:

crèsima

  • nelle desinenza in -eto, -eta, -ete:

amulèto, ascèta, analfabèta, profèta, prète, zèta

  • fanno eccezione:

créta, cométa, réte, mèta

  • in una serie di parole isolate come:

algébrico, atlètica, cèfalo, dèlega, èremo, fètido, gèmito, idèntico, lucèrtola, metèora, nutèlla, ocèano, pèndolo, prènsile, quèrulo, rèsina, trèmulo, trigèsimo, sèmpre, vèrtice, zènzero

Corso di Dizione Online: quali sono le parole che si pronunciano con la Vocale E aperta o chiusa?

 

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La Vocale E ha sempre il suono chiuso e quindi l’accento acuto, nelle seguenti parole:

  • nelle terminazioni in -eccia, -eccio:

cortéccia, fréccia, tréccia, libéccio, casaréccio, mangeréccio

  • nelle terminazioni in -éfice:

artéfice, carnéfice, oréfice, pontéfice

  • nelle desinenze in -ela, -elo, -ele:

candéla, méla, vélo, fedéle, pélo, téla

  • fanno eccezione:

cièlo, clièntela, gèlo, Vangélo, zèlo, babèle, stèle

  • nelle desinenze in -ena, -eno:

altaléna, baléna, arcobaléno, baléno, caténa, veléno

– fanno eccezione:

arèna (stadio), quarantèna, ebbène, falèna, scèna, trèno

  • nelle desinenze in -esi, -ese:

milanési, albanési, mési, tési, rési, barési, cortési, cinési, paése, cretése

– fanno eccezione:

tèsi (d’esame), mimèsi, catechèsi

– nel passato remoto (prima pers. plur.)

credémmo, vivémmo, togliémmo, sapémmo

  • nel futuro (prima e seconda plur.)

crederéte, credéremo, saréte, sarémo, verrémo, verréte

  • nelle desinenze in -mente, -mento:

realménte, dolcémente, allevaménto, moménto, bastiménto

  • fanno eccezione il verbo “mentire”:

io ménto, tu ménti, egli ménte, essi méntono

  • nell’infinito dei verbi della seconda coniugazione:

avére, otténere, sapére, temére, valére, volére

– nelle desinenze in -esco:

affrésco, cagnésco, arabésco, tedésco, guerrésco, Brunelléschi, innésco, pésca, ésca

– fanno eccezione:

èsco (dal verbo uscire), pèsco (albero), pèsca (frutto)

  • nelle desinenze in -esso, -essa:

ammésso, commésso, dimésso, ésso, stésso, spésso, leonéssa, baronéssa

– fanno eccezione:

adèsso, recèsso, annèsso, connèsso, esprèsso, succèsso, reprèsso, rèssa, opprèsso

Corso di Dizione Online: che differenza c’è tra la Vocale E aperta e chiusa?

– nel congiuntivo imperfetto:

facéssi, mettéssero, sorgésse, cogliéssero, teméssi, voléssero

– nel presente indicativo:

prendéte, voléte, cogliéte, mettète

– nelle desinenze in -esa, -ese, -esi, -eso:

attésa, leccése, contéso, sorprésa, illéso, péso, francési

– fa eccezione:

obéso

– nelle desinenze in -eto (a):

minaréto, pinéta, agruméto, palméto, pianéta, segréto

– fanno eccezione:

cèto, alfabèto, vèto, complèto

– nelle desinenze in -etto:

terzétto, nerétto, bianchétto, berrétto

– nell’imperfetto indicativo (prima e terza sing. e terza plur.)

sapévo, sapéva, sapévano, tenévo, tenéva, tenévano, avévo, avéva, avévano

– nelle desinenze in -evole, -evola

lacrimévole, vituperévole, disonorévole, durévole, confortévole

– fanno eccezione:

benèvola, malèvola, Scèvola

– nelle terminazioni in -ezza, -ezzo:

amarézza, bellézza, carézza, mollézza, tenerézza, lézzo, mézzo (nel significato di fradicio)

– fanno eccezione:

pèzza, mèzzo, prèzzo, disprèzzo

– nelle congiunzioni ed esclamazioni tronche:

poiché, perché, affinché, cosicché, giacché, nonché, purché

– nei monosillabi:

mé, té, sé, é (congiunzione), ré, té

– fanno eccezione:

è (terza pers. sing. del verbo essere) – tè

– in una serie di parole isolate come:

béttola, bèlva, bottèga, cémbalo, cénere, céppo, cétra, crédito, débito, doménica, édera, fégato, méstolo, partécipe, péntola, sollécito, sèmina, tégola, trédici, trénta, vérgine.    

Corso Online di Caruso Speaker: impara la Dizione in modo pratico, veloce e divertente

Ecco tutte le regole di Fonetica per imparare a distinguere la differenza tra le parole con la Vocale e aperta o chiusa, e cioè quelle che hanno l‘accento fonico acuto o grave.

Lo so, sono davvero tantissime ed è veramente difficile e noioso impararle tutte da solo!

E’ per questo che ti consiglio di frequentare il mio Corso di Dizione Online, perché ti insegnerò un metodo pratico e veloce per imparare la differenza tra le parole con la Vocale E aperta e chiusa, così potrai distinguere subito, al primo colpo l’accento acuto da quello grave.

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CORSO DI DIZIONE: COME RICONOSCERE LA DIFFERENZA TRA L’ACCENTO ACUTO E GRAVE?

L’accento in Italiano  è uno dei tratti distintivi della così detta “Prosodia”, e cioè quella piacevole Melodia che dovremmo produrre negli ascoltatori quando pronunciamo un discorso ad alta voce. Esistono due tipi di accenti: Tonico e Fonico, quest’ultimo può essere anche un accento acuto e grave.

Nei miei Corsi di Dizione Online la primissima nozione che insegno è la distinzione tra accento tonico e fonico.

All’interno di ciascuna parola, l’accento tonico fa risaltare una sillaba in particolare, o meglio una singola vocale che viene chiamata tonica.

L’accento tonico si ottiene modulando la voce e farla poggiare o battere con più enfasi sulla vocale tonica o accentata.

La pronuncia corretta di una parola si ha quindi pronunciando e posizionando l’accento sulla giusta vocale tonica. Ad esempio nella parola “Dizione” l’accento tonico è sulla vocale O della seconda sillaba: Diziòne.

L’accento fonico, invece, è il segno grafico con cui indichiamo il suono grave o acuto della vocale tonica, che nel caso delle vocali “E” – “O” possono avere un suono chiuso o aperto.

Corso di Dizione Online: come si legge l’accento acuto o grave, con la vocale aperta o chiusa?

Il segno grafico con cui si indica l’accento acuto e grave è quello che conosciamo tutti: una breve linea inclinata e posizionata sopra la vocale tonica.

Se la vocale è aperta l’inclinazione dell’accento sarà con la punta rivolta in basso e inclinata a destra: come nella è del verbo essere e in questo caso parleremo di “accento grave”.

Invece quando l’accento fonico è inclinato con la punta rivolta in basso e inclinata a sinistra, abbiamo un “accento acuto” che connota una vocale chiusa: come la é congiunzione e quella della parola perché.

Per verificare la posizione dell’accento tonico è sufficiente consultare un vocabolario di Italiano, su cui è indicata la sillaba e la vocale accentata.

Invece, per conoscere la pronuncia esatta di una vocale tonica e sapere se è aperta o chiusa, nel mio Corso di Dizione Online suggerisco sempre di consultare il D.O.P. il Dizionario di Ortografia e Pronuncia della RAI, una guida preziosissima per tutti gli speaker e attori doppiatori, dove puoi trovare la trascrizione fonetica dell’accento acuto e grave della parola, con la voce registrata che può anche farti ascoltare la pronuncia corretta.

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Il successo personale dipende da come usiamo la voce per comunicare. Scopri perché è importante parlare con una dizione corretta e senza errori dialettali.