CORSO DI DIZIONE: LAPSUS FREUDIANO SIGNIFICATO | VUOTI E PERDITA DI MEMORIA, COSA SONO

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CORSO DI DIZIONE ONLINE | LAPSUS FREUDIANO SIGNIFICATO | COME RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA PERDITA DI MEMORIA

Tante volte ci capita di pronunciare involontariamente una parola al posto di un’altra. Ad esempio quando chiamiamo un caro amico con il nome di nostro fratello. Questo accade perché “inconsciamente” consideriamo quel nostro amico così fidato da essere quasi un fratello.

Questo errore, non intenzionale ma inconscio, di pronunciare una parola piuttosto che un’altra fu individuato e studiato da Sigmund Freud, il padre della Psicoanalisi che lo definì “Lapsus”. Il significato del Lapsus Freudiano deriva dal Latino: LABI «scivolare», il cui participio passato è “Lapsus”.

Freud classificò quattro diversi tipi di “Lapsus”:

1. Il “Lapsus Calami”, un errore nella Scrittura: accade quando per fretta o per distrazione scriviamo una parola piuttosto che un’altra.

2. Il “Lapsus Manus”, un errore nella gestualità: succede quando con la mano compiamo un gesto diverso da quello che avremmo voluto compiere.

 

CORSO DI DIZIONE: IL SIGNIFICATO DEL LAPSUS FREUDIANO | LA PERDITA DI MEMORIA

Per chi studia la dizione i “Lapsus” più importanti da riconoscere e correggere sono:

3. Il “Lapsus Linguae”, un errore nel parlare: accade quando in un discorso pronunciamo una parola diversa da quella che volevamo dire.

4. Il “Lapsus Memoriae” o Vuoto di Memoria: succede quando cerchiamo insistentemente una parola, ma non la troviamo a causa di un momentaneo vuoto di memoria.

Secondo la Psicoanalisi di Freud i Lapsus e la perdita di memoria sono il risultato di un conflitto interno che avviene a livello inconscio. Quando sostituiamo una parola con un’altra, inconsapevolmente attribuiamo a quella parola un “significato” che è in contrasto con la situazione che stiamo vivendo oppure con le persone con cui stiamo parlando. Lo stesso accade inconsciamente quando non riusciamo a ricordare un nome o una parola e abbiamo un  vero e proprio vuoto di memoria.

CORSO DI DIZIONE | PERDITA DI MEMORIA E LAPSUS FREUDIANO | PERCHE’ E COSA SUCCEDE?

Spesso quando parliamo ci capita di riferirci ad una persona o una cosa che conosciamo bene, eppure in quel momento non ci sovviene la parola giusta. Abbiamo un vuoto di memoria e più ci sforziamo di cercare quella parola e più ci sembra averla completamente dimenticata.

Come si fa a superare questa momentanea perdita di memoria?

Il nostro cervello inconsciamente tende ogni tanto a nascondere delle informazioni: se paragoniamo il cervello ad un grande computer e le parole a dei files da archiviare all’interno di apposite cartelle, ciò che succede è che ogni tanto il nostro “super calcolatore” non riesce a trovare l’informazione perché l’ha nascosta a livello inconscio.

E’ come se la parola “dimenticata”, fino ad allora ben visibile sul “desktop” del nostro cervello, sparisse improvvisamente confondendosi con tutti gli altri documenti in archivio.

Come ha spiegato Freud a proposto del significato del “Lapsus Memoriae”, ci capita di avere una momentanea perdita o vuoto di memoria perché in quel momento il nostro inconscio ci sta nascondendo l’informazione che cerchiamo. Ce la nasconde “inconsciamente” per un motivo recondito e misterioso che dipende dalla nostra sfera psicologica.

Tornando alla metafora del cervello “computerizzato”, quando abbiamo un Lapsus o vuoto di memoria abbiamo nascosto a livello inconscio il file della parola in una cartella segreta. Più ci sforziamo di trovarla e più il risultato della ricerca risulta negativo. Che cosa è meglio fare in quel momento? Come si fa a superare il Lapsus Freudiano e trovare finalmente la parola giusta?

CORSO DI DIZIONE | LAPSUS FREUDIANO E PERDITA DI MEMORIA | COME SI PUO’ RIVOLVERE?

Quando sei davanti al computer e non trovi un file, cosa fai? Apri il “Finder”, e cioè il comando di “Ricerca”: inserisci il nome del file che stai cercando e il computer inizia a scansionare tutte le cartelle per trovarlo. Più la cartella del file è nascosta e più tempo ci vorrà per scovarlo. Siamo però certi che, se il file esiste, il computer presto lo troverà, c’è solo da attendere.

Per risolvere il Lapsus Freudiano dobbiamo ricorrere ad una soluzione simile: quando ci sfugge una parola e ci impegniamo per più di 10 secondi senza trovarla, allora andiamo avanti e pensiamo ad altro.

In questo caso, infatti, la cosa migliore da fare è smettere di cercare la parola in modo razionale e lasciare che il cervello continui a cercarla in automatico a livello inconscio. Per qualche minuto smetti di pensare alla parola nascosta e continua a parlare spostando il tuo “focus mentale” su un altro discorso. Poco dopo, mentre starai parlando di altro, il tuo “super calcolatore” troverà automaticamente la parola segreta e la metterà in evidenza per fartela ricordare.

La prossima volta che ti capiterà di avere un Lapsus Freudiano, di avvertire un vuoto o una perdita di memoria, interrompi il tuo “loop” di ricerca mentale, vai avanti col discorso e quando meno te lo aspetti arriverà la parola che volevi ricordare.

Questo meccanismo è molto importante da riconoscere, perché se ti accade durante una presentazione o una conferenza importante e non sai come risolverlo darai l’impressione di essere una persona poco preparata e finirai con il perdere il filo del discorso.

Per approfondire l’argomento Dizione e scoprire gli esercizi per imparare a migliorare il tuo Public Speaking, ti suggerisco di leggere gli articoli del mio Video Blog “Come avere una Voce di Successo”

https://carusospeaker.it/corso-di-dizione-blog-come-avere-una-voce-di-successo/

Corso di Dizione Online: Timbro di Voce Sexy | Come parlare con Timbro Vocale Sexy

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CORSO DI DIZIONE ONLINE E A ROMA: PAROLE CON LA VOCALE E CHIUSA | ACCENTO ACUTO | REGOLE DI FONETICA

CORSO DI DIZIONE ONLINE E A ROMA: TUTTE LE REGOLE DI FONETICA PER LE PAROLE CON LA E CHIUSA E L’ACCENTO ACUTO

LA LETTERA “E” HA SEMPRE IL SUONO CHIUSO E QUINDI L’ACCENTO ACUTO NEI SEGUENTI CASI:

  • NELLE TERMINAZIONI IN -ECCIA, -ECCIO:
  • cortéccia – fréccia – tréccia – libéccio – casaréccio – mangéreccio
  • NELLE TERMINAZIONI IN -EGGIO, -EGGIA, -EGGE:
  • aggéggio – alpéggio – noléggio – Réggio (emilia e Calabria) – sortéggio – sparéggio – shéggia – légge
  • FANNO ECCEZIONE:
  • pèggio – sèggio – règgia – légge
  • FANNO ECCEZIONE:
  • pèggio – sèggio – règgia – lègge (terza pers. sing. del verbo lèggere
  • NELLE TERMINAZIONI IN -EFICE:
  • artéfice – carnéfice – oréfice – pontéfice
  • NELLE DESINENZE IN -ELA, -ELO, -ELE:
  • candéla – méla – vélo – fedéle – pélo – téla
  • FANNO ECCEZIONE:
  • cièlo – clientèla – gèlo – Vangèlo – zèlo – babèle – stèle

CORSO DI DIZIONE ONLINE E A ROMA: ACCENTO APERTO O CHIUSO | VOCALE E CHIUSA | REGOLE DI FONETICA

LA LETTERA “E” HA IL SUONO CHIUSO NEI SEGUENTI CASI:

  • NELLE DESINENZE IN -ENA, -ENO:
  • altaléna – baléna – arcobaléno – baléno – caténa – veléno
  • FANNO ECCEZIONE:
  • arèna (stadio) – quarantèna – ebbène – falèna – scèna – trèno
  • NELLE DESINENZE IN -ESI, -ESE:
  • milanési – albanési – mési – tési – rési – barési – cortési – cinési – paése – crétese
  • FANNO ECCEZIONE:
  • tèsi (d’esame) – mimèsi – catechèsi;
  • NEL PASSATO REMOTO (prima persona plurale): credémmo – vivémmo – togliémmo – sapémmo
  • NEL  FUTURO (prima e seconda plurale):
  • crederéte – crederémo – saréte – sarémo – verrémp – verréte
  • NELLE DESINENZE IN -MENTE, -MENTO:
  • realménte – dolceménte – allevaménto – moménto – bastiménto
  • FA ECCEZIONE IL VERBO “MENTIRE”:
  • io ménto – tu ménti – egli ménte – essi méntono

CORSO DI DIZIONE ONLINE E A ROMA: ACCENTO APERTO O CHIUSO | VOCALE E CHIUSA | REGOLE DI FONETICA

LA LETTERA “E” HA IL SUONO CHIUSO NEI SEGUENTI CASI:

  • NELL’INFINITO DEI VERBI DELLA SECONDA CONIUGAZIONE.
  • avére – ottenére – sapére – temére – valére – volére
  • NELLE DESINENZE IN -ESCO:
  • affrésco – cagnésco – arabésco – tedésco – guerréscp – Brunelléschi – innésco – pésca – ésca
  • FANNO ECCEZIONE:
  • èsco (dal verbo uscire) – pèsco (albero) – pèsca (frutto)
  • NELLE DESINENZE IN -ESSO, -ESSA:
  • ammésso – commésso – dimésso -ésso – stésso – spésso – leonéssa – baronéssa
  • FANNO ECCEZIONE:
  • adèsso – recèsso – annèsso – connèsso – esprèsso – succèsso – reprèsso – rèssa – opprèsso
  • NEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO:
  • facéssi – mettéssero – sorgésse – cogliéssero – teméssi – voléssero
  • NEL PRESENTE INDICATIVO:
  • prendéte – voléte – cogliéte – mettéte

CORSO DI DIZIONE ONLINE E A ROMA: ACCENTO APERTO O CHIUSO | VOCALE E CHIUSA | REGOLE DI FONETICA

LA LETTERA “E” HA IL SUONO CHIUSO NEI SEGUENTI CASI:

  • NELLE DESINENZE IN -ESA, -ESE, -ESI, -ESO.
  • attésa – leccése – contéso – sorprésa – illéso – péso – francési
  • FA ECCEZIONE:
  • obèso
  • NELLE DESINENZE IN -ETO (A):
  • minaréto – pinéta – agruméto – palméto – pianéta – segréto
  • FANNO ECCEZIONE:
  • cèto – alfabèto – vèto – complèto
  • NELLE DESINENZE IN -ETTO:
  • terzétto – nerétto – bianchétto – berrétto
  • NELL’IMPERFETTO INDICATIVO (prima e terza sing. e terza plur.)
  • sapévo – sapéva – sapévano – tenévo – tenéva – tenévano – avévo – avéva – avévano
  • NELLE DESINENZE IN -EVOLE, -EVOLA.
  • lacrimévole – vituperévole – disonorévole – durévole – confortévole
  • FANNO ECCEZIONE:
  • benèvola – malèvola – Scèvola

CORSO DI DIZIONE ONLINE E A ROMA: ACCENTO APERTO O CHIUSO | VOCALE E CHIUSA | REGOLE DI FONETICA

LA LETTERA “E” HA IL SUONO CHIUSO NEI SEGUENTI CASI:

  • NELLE TERMINAZIONI IN -EZZA, -EZZO:
  • amarézza – bellézza – carézza – mollézza – tenerézza – lézzo – mézzo (nel significato di “fradicio”)
  • FANNO ECCEZIONE:
  • pèzza – mèzzo – prèzzo – disprèzzo
  • NELLE CONGIUNZIONI ED ESCLAMAZIONI TRONCHE:
  • poiché – perché – affinché – cosicché – giacché – nonché – purché
  • NEI MONOSILLABI:
  • mé – té – sé – é (congiunzione9 – ré -tré
  • FANNO ECCEZIONE:
  • è (terza persona singolare del verbo èssere9 – tè
  • IN UNA SERIE DI PAROLE ISOLATE COME:
  • béttola – bélva – bottéga – cé,balo – cénere – céppo – cétra – crédito – débito – doménica – édera – fégato – méstolo – partécipe – péntola – sollécito – sémina – tègola – trédici – trénta – vérgine

Ecco quali sono le principali regole di fonetica per pronunciare correttamente la E chiusa. Per imparare a pronunciare anche le parole con la E aperta ti invito a leggere questa lezione qui.

CORSO ONLINE: COME IMPARARE LA DIZIONE IN MODO PRATICO, VELOCE E DIVERTENTE

Come puoi vedere è oggettivamente difficile imparare tutte queste regole di fonetica e farlo da soli può essere lungo e tedioso. E’ molto probabile che studiando da solo la dizione potresti smarrirti e alla fine desistere e rinunciare ad imparare.

E’ per questo che ti consiglio vivamente di seguire un Corso di Dizione. Se vuoi davvero imparare la dizione e raggiungere risultati in modo veloce, pratico e divertente chiedi informazioni sui miei Corsi di Dizione Online e a Roma. Contattami su whatsapp al 392.86.11.228 e ti darò una consulenza sulla tua voce e dizione.

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Corso di Dizione Online: hai un Timbro di Voce Nasale? | Il Test per scoprirlo

Corso di Dizione Online: Test per riconoscere il Timbro di Voce Nasale

Vuoi sapere se hai un timbro di voce nasale? Esegui questo test sulla tua voce e scopri se hai realmente un timbro vocale nasale!

Inizia a contare lentamente ad alta voce da 1 a 10. Quando arrivi al numero 5, chiudi delicatamente le narici con le dita e continua a contare ad alta voce.

Quanto è cambiato il suono del tuo timbro vocale nei numeri da 6 a 10? E’ cambiato forse in maniera drastica?

Se NON hai un timbro di voce nasale, dovresti NON avvertire quasi nessuna differenza quando parli con il naso tappato. Vuol dire infatti che parli correttamente, perché in questo caso c’è solo una piccola quantità di aria che entra nel tuo naso

Dizione Corso Online: Timbro di Voce Nasale

In conclusione, quando con le dita chiudi le narici, la quantità d’aria che tieni bloccata non dovrebbe influenzare il suono. Potresti però sentire il suono leggermente diverso nei numeri che contengono la consonante N, ma in questi casi è normale.

Se noti invece un cambiamento drastico nella tua voce mentre parli con il naso tappato, allora è la prova evidente che c’è troppa aria che fuoriesce dalle cavità nasali e quindi sì, molto probabilmente il tuo è un timbro di voce nasale.

Come eliminare il Timbro Vocale Nasale

Come puoi allora migliorare il tuo timbro vocale? Innanzitutto imparando a respirare con il diaframma.

A tal proposito ti invito a leggere i miei numerosi articoli in cui ti insegno come funziona la respirazione diaframmatica e gli esercizi per fare pratica.

C’è però un metodo più pratico e veloce per eliminare la voce nasale, e cioè iscriverti al mio Corso di Dizione Online.

Corso di dizione online e public Speaking: come migliorare il timbro vocale e i colori della voce

CORSO DI DIZIONE ONLINE: COME RESPIRARE IL DIAFRAMMA | ESERCIZI DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

CORSO DI DIZIONE ONLINE: ESERCIZI DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

 

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Corso di Dizione: Hai la Voce Nasale? | Come Migliorare il Timbro Vocale ed eliminare la Voce di Naso

Corso di Dizione Online e Roma: Voce Nasale

Come Migliorare il Timbro Vocale ed eliminare la Voce di Naso

Riconoscere la Voce Nasale: Niente aria nel naso?

Una Voce troppo nasale può essere conseguenza di un errore altrettanto comune, anche se opposto a quanto visto nel precedente articolo: troppa poca aria nel naso.

Pensate a Sylvester Stallone nel ruolo di Rocky, con un suono basso e nasale che è sicuramente il risultato dei troppi incontri di boxe.

A meno che non abbiate un forte raffreddore, la vostra voce probabilmente non ha questo suono, ma potreste ritrovarci qualcosa di voi nella parte dello spettro nasale più leggera.

 

Come eliminare la Voce di Naso: Corso di Dizione Online e a Roma

E’ del tutto possibile che tu abbia sfumature di nasali leggere indesiderate nella voce nasale e che non te ne sia mai accorto prima di registrarti. Quindi adesso prendi il tuo smartphone, apri l’app delle memo vocali e registra un messaggio sonoro di almeno 30″.

Ora riascolta la tua voce con molta attenzione. Senti ancora di avere un timbro di voce nasale? Se la risposta è sì, tranquillo sei in buona compagnia.

La nasalità è comune perché è davvero molto facile mandare troppa (o troppo poca) aria nelle cavità nasali, almeno finché la voce non è perfettamente allineata.

Corso di Dizione Online e a Roma: come eliminare la Voce Nasale e migliorare il Timbro Vocale

Una volta che la voce diventa nasale, per un motivo o per un altro, potrebbe restare bloccata nel naso. Perché? La ragione principale è la memoria del suono.

Il cervello ricorda il suono della voce e rivaluta regolarmente le qualità che si legano alla tua. Sente i suoni che producete e cerca di replicarli la prossima volta che parlerai. Immaginate di avere il raffreddore per due settimane.

 

Il cervello inizierà ad associare alla tua voce il suono del naso tappato e ti spingerà a mantenerlo, anche quando il naso sarà ormai libero.

Il tuo sistema nervoso ti sta dicendo erroneamente che questo è il tuo suono di ieri ed è così che dovrebbe essere anche oggi.

Fortunatamente si può utilizzare lo stesso la memoria sonora per uscire da questa problematica. Esercitandoti in nuovi modi per produrre i suoni imparerai come farli, ma allo stesso tempo comunicherai al cervello che anche questi vi appartengono. L’importante è dire a te stesso: “Questa è la voce che voglio e, quando vado fuori strada, questo è il modo per ritornarci.”

Corso di Dizione Online e a Roma: come migliorare il Timbro Vocale ed eliminare la Voce Nasale

Se vuoi scoprire se hai una voce nasale ti consiglio di eseguire un semplice test che puoi trovare nel mio articolo sul timbro vocale nasale. Comunque correggere la voce nasale è davvero molto difficile e se vuoi realmente eliminare il tuo timbro nasale in breve tempo e in maniera efficace, ti consiglio di chiedere informazioni sul mio Corso di Dizione Online e a Roma

Corso di Dizione Online: hai un Timbro di Voce Nasale? | Il Test per scoprirlo

Corso di Dizione Online: Timbro di Voce Sexy | Come parlare con Timbro Vocale Sexy

Corso di Dizione Online di Caruso Speaker | Scuola di Doppiaggio, Recitazione, Public Speaking

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Corso di Dizione Timbro Vocale: Hai la Voce Rauca o di Gola? Ecco come la puoi curare

Timbro Vocale: Voce Rauca di Gola, come curarla?

Ti sarà capitato di avere un problema di voce rauca o ascoltare una voce roca di gola, come quella di un cantante rock alla Vasco Rossi. Molti considerano questo timbro di voce attraente, caldo e persino sexy. Eppure confondono le sonorità belle del timbro vocale di petto, con quelle arrochite dalla voce di gola.

Questo tipo di colore di voce o timbro vocale è diffuso tra chi non usa correttamente la respirazione diaframmatica e soprattutto tra i fumatori più incalliti.

Timbro di Voce Roca: è veramente sexy?

Chi da anni fuma molte sigarette ha una voce doppia e molto roca, dal colore scuro: questo difetto dipende dall’eccessiva esposizione delle corde vocali alla combustione delle sigarette e alla nicotina in esse contenuta.

Per qualcuno il timbro di voce di gola, arrochita dal fumo delle sigarette, può risultare alquanto fascinosa, ma il timbro vocale del fumatore nasconde in realtà tantissimi effetti nocivi per la salute delle corde vocali. Il timbro vocale del fumatore è infatti interessato da una serie di problematiche derivanti anche da un cattivo utilizzo delle corde vocali dovuto alla mancanza di una adeguata respirazione diaframmatica.

Perché i fumatori hanno la voce rauca?

Le nostre sonorità vocali sono riprodotte dalle vibrazioni delle corde vocali: due lembi tendinei, vicini e paralleli, che sono situate nella laringe. Questi “tendini” sono molto flessibili: quando parliamo al passaggio dell’aria producono centinaia di vibrazioni al secondo. Nel caso in cui cantiamo, le oscillazioni delle corde vocali aumentano tantissimo fino a vibrare un migliaio di volte al secondo.

Una persona che non fuma e che ha cura della propria voce ha delle corde vocali sottili e molto elastiche che vibrano sfruttando tutte le loro estensioni naturali. Al contrario chi fuma molto ha delle corde vocali più spesse e rigide, che sono quindi limitate nell’estensione vocale. Di conseguenza il fumatore accanito avrà un timbro vocale molto basso e una voce rauca e arrochita dal fumo, che risuona soprattutto nella gola.

Voce rauca: timbro vocale monocorde 

Ad un primo ascolto questo timbro di voce può risultare attraente e seducente, ma ascoltandola più a lungo – specie in un esercizio di lettura espressiva – ci si accorge che invece è un timbro vocale monocorde e piuttosto monotono. Questo perché il fumo e la nicotina delle sigarette ispessisce le corde vocali, rendendole rigide e incapaci di vibrare alla velocità e con l’estensione che dovrebbero avere.

In pratica il fumatore a causa delle sigarette perde un’altissima quantità dell’infinita varietà e sfumature che un normale timbro vocale possiede, sempre a seconda di come usa la respirazione diaframmatica e di come emette il timbro di voce.

Come si fa a curare la voce roca e il timbro vocale di gola tipico del fumatore?

Secondo la mia esperienza purtroppo, non è possibile curare ed eliminare completamente questo difetto, soprattutto per quei fumatori che consumano tante sigarette nell’arco della giornata. A questo vizio molto spesso si aggiunge anche quello del prendere il caffè subito dopo la sigaretta, il che peggiora tantissimo la situazione perché l’acidità della caffeina, unita alla combustione caustica della nicotina, creano un effetto molto nocivo se non letale per le corde vocali, che diventano sempre più spesse e rigide e quindi non riescono a vibrare per emettere il giusto timbro di voce.

L’unico rimedio per mitigare questa rigidità della voce rauca e un timbro vocale di gola è ovviamente smettere subito di fumare e farsi prescrivere dal medico dei cicli di aerosol, preferibilmente delle sedute in un centro di cure termali specializzato nel recupero delle vie respiratorie.

Timbro di Voce Rauca: mangia una mela per curare la gola infiammata

Se invece proprio non ce la fai a smettere di fumare, il suggerimento che posso darti è almeno di diminuire l’uso della sigaretta limitandola il più possibile. L’altro consiglio fondamentale è evitare di bere caffè o altre bevande acide subito dopo avere fumato la sigaretta. Piuttosto potresti mitigare l’effetto nocivo e devastante della combustione del fumo sulle corde vocali, semplicemente mangiando una mela.

Sì una bella mela al giorno, che come dice saggiamente il proverbio “leva il medico di torno”. Infatti le mele hanno delle proprietà benefiche sulle corde vocali, perché il loro succo è in grado di lubrificare e rendere più elastiche le corde vocali, proprio come se usassimo del grasso d’olio per sbloccare un ingranaggio arrugginito.

Corde Vocali infiammate: eliminare il fumo delle sigarette e curare il timbro vocale

Ricorda quindi che la voce roca di gola, tipica del fumatore deve essere tempestivamente curata eliminando il più presto possibile il vizio del fumo, perché il suo effetto sul timbro di voce e le corde vocali è inarrestabile, progressivo e devastante. Ogni giorno la combustione della sigaretta corrode sempre di più le membrane leggere e sottili delle corde vocali, rendendole spesse e rigide e incapaci di vibrare liberamente.

Il risultato è timbro vocale di gola molto roco, che qualcuno considererà pure sexy, ma è invece segnale di un cattivo utilizzo delle corde vocali. Anche la respirazione diaframmatica se fatta correttamente potrebbe dare il suo contributo benefico alleggerendo lo sforzo delle corde vocali, il cui risultato è un timbro di voce rigido e monocorde. Una voce roca e di gola è incapace di trasmettere quella gamma di emozioni che invece è in grado di generare una voce sana, generata da corde vocali correttamente funzionanti e che vibrano producendo un timbro vocale ricco di suoni limpidi e melodiosi.    

Corso di Dizione Online: cura la voce rauca e migliora il timbro vocale con la respirazione diaframmatica

Un rimedio molto efficace per mitigare l’effetto del fumo sulle corde vocali è imparare ad usare il diaframma per respirare in modo più regolare, senza affaticare le corde vocali e infiammare la gola. E’ esattamente ciò che insegno nei miei corsi di dizione online individuali e personalizzati. Se vuoi risolvere il problema della voce rauca, roca e di gola chiedi informazioni su whatsapp al 392.86.11.228

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Corso di dizione online e public Speaking: come migliorare il timbro vocale e i colori della voce

TI SEI ESERCITATO AD ASCOLTARE LA TUA VOCE?

Hai seguito le indicazioni che ti ho descritto nella mia guida su come migliorare la voce per parlare?
Se non l’hai fatto oppure non l’hai ancora letta, ti consiglio di iniziare il tuo percorso da qui..

Invece, per chi è stato bravo e diligente nel registrare la propria voce riascoltandola frequentemente, è arrivato il momento di passare allo step successivo.

Gli esercizi pratici che ti ho consigliato di fare nella prima parte della mia guida, avevano l’obiettivo di aiutarti a prendere confidenza con il suono della tua voce registrata.

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IL TIMBRO DI VOCE: COSA E’ LA MEMORIA SONORA?

Questo perché il nostro cervello ha sviluppato una memoria del suono della tua voce, ascoltandola direttamente dalla tua bocca.

Quando ascoltiamo la nostra voce registrata, invece, il cervello avverte una forte dissonanza tra il suono che è stato abituato a memorizzare e quello proveniente da uno strumento di riproduzione sonora.

Si tratta però sempre della tua stessa voce, le sonorità riprodotte sono identiche, però le senti differenti perché le hai memorizzate in un’altra modalità.

Il primo ostacolo che devi superare per migliorare la tua voce è imparare ad amare il suo suono, sopratutto quando lo ascolti da un apparecchio di riproduzione esterna.

Se ti impegni a registrare la tua voce anche su un semplice telefonino, utilizzando per esempio i messaggi vocali di whatsapp e ti eserciti a riascoltarla frequentemente, aiuterai il cervello a plasmare una nuova memoria sonora.

Imparando ad amare il suono della tua voce, accettandone per il momento anche i difetti, inizierai ad avere consapevolezza del tuo strumento vocale e potrai cominciare a lavorarci su per migliorarne le sonorità.

Nell’acquisire una nuova memoria sonora, devi anche imparare il funzionamento della voce e sapere cosa succede all’interno del corpo quando produciamo dei suoni.

Facciamo quindi un breve ripasso di anatomia:

 

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IL TIMBRO DI VOCE E COME FUNZIONANO LE CORDE VOCALI

All’interno del nostro collo ci sono due canali che corrono l’uno accanto all’altro.

Quello anteriore porta aria dal naso e dalla bocca direttamente verso i polmoni, mentre il canale posteriore porta il cibo e i liquidi all’interno dello stomaco.

Nella parte superiore delle vie respiratorie c’è la laringe, sede delle corde vocali.

Le corde vocali sono robusti lembi tendinei, che si allontano e si avvicinano vibrando in risposta al passaggio dell’aria.

Con il passaggio dell’aria le corde vocali vibrano e producono il suono della voce.

Le corde vocali hanno un modo di vibrare veramente unico.

Dietro le corde si accumula una piccola quantità d’aria e, quando la pressione interna diventa maggiore di quella esterna, le corde si aprono rilasciandola e poi velocemente si richiudono.

La vibrazione delle corde avviene uno straordinario numero di volte al secondo.

Quando si canta, ad esempio, le corde si aprono e si chiudono centinaia di volte in un solo secondo.La qualità della nostra voce dipende innanzitutto da come posizioniamo le corde e dalla quantità di aria che passa attraverso di esse.Una bella voce si ha quando parlando la giusta quantità di aria incontra la giusta porzione di corda

Ricordati questa definizione perché sarà alla base del lavoro che faremo per migliorare la tua voce.

Quando si parla avviene quindi un’interazione tra le corde vocali e l’aria che respiriamo.

Col passaggio dell’aria le corde iniziano a vibrare e producono il suono della voce.

Per avere una bella voce devi innanzitutto imparare a respirare bene per fare vibrare correttamente le tue corde.

Quindi se vuoi iniziare a migliorare la tua voce dobbiamo partire dalle basi.

 

DIZIONE ONLINE CORSO:

IL TIMBRO VOCALE E L’APPARATO FONATORIO

La tua voce funziona come un vero e proprio strumento musicale, ma le modalità per farla risuonare sono molto più complesse.

Conoscerai sicuramente come funziona uno strumento a corda, come la chitarra per esempio.

Per farla funzionare basta strimpellare le corde per riprodurre delle note musicali che risuonano all’interno della cassa armonica.

La cassa armonica o cassa di risonanza è quella parte dello strumento a corde o a percussione che ha la funzione sia di aumentare l’intensità del suono prodotto che di caratterizzarne il timbro, sfruttando il fenomeno fisico della risonanza

Wikipedia

Ora per semplificare, immagina che il tuo corpo sia come una cassa armonica composta dalla gabbia toracica: una grande cavità anatomica che comprende il torace e quindi anche il petto.

Le tue corde vocali assomigliano a quelle della chitarra, ma non hanno bisogno di essere pizzicate perché le comandi direttamente dal cervello.

Rispetto alla chitarra, però, le cui corde vibrano più o meno intensamente a seconda di come vengono pizzicate, le corde vocali producono suoni diversi a seconda di quanta aria passa attraverso la laringe.

Proseguendo con la metafora musicale, potremmo dire che la nostra voce è simile a uno strumento a corda, ma riproduce i suoni vibrando con l’aria, quindi funziona anche come uno strumento a fiato.

Ora che sappiamo un po’ di più sulle corde vocali, concentriamoci su:

 

CORSO DI DIZIONE ONLINE: TIMBRO DI VOCE E RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

La respirazione polmonare consiste in due fasi ben distinte: inspirazione ed espirazione.

Quando prendiamo l’aria dal naso e dalla bocca per ossigenare i polmoni, stiamo inspirando.

Quando liberiamo l’aria dai polmoni, attraverso la bocca e talvolta il naso, stiamo espirando.

 

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TIMBRO VOCALE – RESPIRARE CON IL DIAFRAMMA COME UN NEONATO

Sembrerebbe che gli individui che respirano meglio siano i bambini piccoli, perché respirano ancora in modo naturale e regolare, come se fossero nel ventre materno.

La loro respirazione non è ancora turbata da cattive abitudini o stress comportamentali che negli adulti spesso ne compromettono la corretta funzionalità.

Le nostre vite diventa ogni giorno più stressanti, perché svolgiamo mille attività e siamo sempre di corsa.

Di conseguenza anche nella respirazione tendiamo a sviluppare dei cattivi comportamenti un po’ ansiogeni.

Infatti, oscilliamo dall’avere un ritmo di respirazione troppo frenetico al trattenere completamente il fiato per lungo tempo.

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COSA NON FARE QUANDO NON RESPIRI CON IL DIAFRAMMA

Anche tu puoi facilmente riconoscere se hai un tipo di respirazione ansiogena, osservando bene le modalità del tuo respiro.

In una situazione di normalità, dovremmo avere un tipo di respirazione simile a quella dei bambini piccoli, e cioè profonda e regolare.

Invece, c’è sicuramente qualcosa da rivedere nella tua respirazione se:

Questo perché, se vogliamo migliorare la nostra voce e magari anche la qualità della nostra vita, è consigliabile imparare ad avere una respirazione calma e profonda.

Mi rendo conto che all’inizio sia difficile riconoscere i difetti della tua respirazione e sopratutto correggerli, è per questo che ti consiglio di visitare la pagina dei miei corsi, perché se avrai l’opportunità di frequentarli dal vivo o iniziare con me un percorso individuale di Voice Coaching disponibile anche on line, potrai scoprire il mio metodo pratico e veloce per raggiungere dei risultati assicurati in breve tempo.

Lo scopo di questa guida, invece, è quello di darti dei primi rudimenti per insegnarti a respirare consapevolmente, esercitandoti ad inspirare profondamente con il naso ed espirare tranquillamente con la bocca.

Ciò non significa che devi respirare troppo lentamente, come faresti ad esempio durante una sessione di meditazione guidata, ma piuttosto devi imparare a ritrovare quel ritmo calmo e naturale con cui certamente respiravi da piccolo.

Un respiro tranquillo e profondo ha degli effetti straordinari sul nostro corpo: acquisiamo più energia perché il sangue circola ben ossigenato e anche il cervello si acquieta perché siamo più centrati con la mente.

Una volta acquisita una maggiore consapevolezza della tua respirazione, ti invito a fare un esperimento, per scoprire:

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TIMBRO DI VOCE, TU COME RESPIRI CON IL DIAFRAMMA?

Se in casa hai uno specchio grande, posizionati davanti ad esso.

Inspira dal naso e fai un bel respiro profondo, riempendo il più possibile i polmoni.

Poi con la bocca espira lentamente e osservati con attenzione allo specchio.

Mentre respiri memorizza bene in mente i movimenti del tuo corpo e rifletti su queste domande:

COME MUOVI IL TUO CORPO? 

Osserva bene sopratutto le spalle, il torace e l’addome.

Stai alzando le spalle più del normale?

Senti di avere il torace in tensione?

Contrai in dentro l’addome?

O lo gonfi troppo, spingendolo verso l’esterno?

Se ti sei riconosciuto in uno o più di questi difetti, non preoccuparti.

Sono atteggiamenti assolutamente normali per chi non fa un uso consapevole della respirazione per scopi professionali e spesso anche nella vita di tutti i giorni.

Nella terza parte della mia guida ti aiuterò a correggere i difetti della tua respirazione e ti insegnerò: “Come respira uno speaker”

Se invece vuoi raggiungere dei risultati immediati ti consiglio di frequentare il mio Corso di Dizione Online per migliorare l’impostazione della voce e imparare a parlare in pubblico in modo efficace.

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CORSO DI DIZIONE ONLINE: ESERCIZI DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

IL DIAFRAMMA: COME SI USA PER PARLARE

Per migliorare l’impostazione della voce è necessario conoscere come funziona il Diaframma e imparare ad usarlo. Respirare con il diaframma è una tecnica semplice che consiste nel controllare perfettamente la quantità di aria che fuoriesce dal palloncino del diaframma..

Le persone che utilizzano erroneamente questa tecnica, tendono a sforzare le pareti dell’addome e a gonfiare la pancia come un piccolo Buddha.

In realtà, come ti ho spiegato finora, per avere una corretta respirazione diaframmatica devi evitare qualsiasi sforzo o tensione sulle pareti addominali, che non vanno mai rigonfiate verso l’esterno.

Tutto ciò che devi fare per trattenere il più a lungo possibile l’aria all’interno del diaframma, è immaginare di sospingere le pareti del palloncino verso l’esterno, ma senza contrarre l’addome.

Per aiutarti a comprendere come eseguire correttamente l’esercizio, ti invito a posizionarti nuovamente davanti allo specchio.

RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA: ESERCIZI DI DIZIONE ALLO SPECCHIO

Metti le mani sui fianchi e aiutandoti con le dita cerca la posizione dell’ultima costola.

Scendi con le mani sui fianchi nella zona immediatamente sottostante le ultime costole.

Mentre respiri e gonfi il palloncino del diaframma, dovresti sentire con le mani sui fianchi una leggera pressione provenire dall’interno.

A spingere sono le pareti del diaframma che gonfiandosi si dilatano verso l’esterno.

Ripeti questo esercizio più volte, finché l’hai assimilato e ti senti sicuro che stai respirando gonfiando e sgonfiando correttamente il palloncino del diaframma.

Ora aumentiamo un po’ il livello di difficoltà e vediamo:

CORSO DI DIZIONE ONLINE: ESERCIZI DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA: COME EMETTERE SUONI CON IL DIAFRAMMA

Iniziamo con dei suoni semplici, per esempio quello delle vocali:

A – E – I – O – U

Inspira delicatamente gonfiando il palloncino del diaframma e prima di espirare pensa mentalmente alla prima vocale.

Poi espira lentamente emettendo il suono della A, prolungandolo il più a lungo possibile.

Cerca di mantenere stabile il suono della A e di prolungarlo per qualche secondo utilizzando tutto il fiato che hai incamerato.

Più a lungo riuscirai a pronunciare il suono della vocale e migliore sarà il tuo controllo del respiro.

L’ideale sarebbe cronometrare con l’orologio il tempo di emissione della A.

All’inizio dovresti provare a sostenere ciascuna vocale per almeno 3 secondi consecutivi, emettendo un suono chiaro e piacevole da ascoltare.

Quando avverti che il suono inizia a vacillare, vuol dire che hai esaurito la tua riserva di fiato ed è ora di prendere un nuovo respiro.

Ti consiglio di ripetere questo esercizio per ciascuna vocale almeno per tre volte, prima di passare alla successiva.

Nel pronunciare le vocali osserva bene l’articolazione della tua bocca.

Ti accorgerai che per pronunciare la A l’apertura della bocca sarà molto ampia e inizierà a diminuire sempre di più con la E e la I, fino a restringersi tantissimo per la O e la U.

STUDIARE LA DIZIONE E IMPARARE AD ARTICOLARE

L’articolazione è insieme alla dizione uno degli argomenti più importanti delle lezioni dei miei corsi in cui insegno agli allievi ad articolare bene le sillabe e curare l’esatta pronunzia delle parole.

Per sciogliere l’articolazione occorre molto esercizio e per conoscere bene la dizione bisogna studiarla a lungo.

Nei miei CORSI PRATICI DI DIZIONE  disponibili anche online, utilizzo però un metodo pratico e veloce che potrebbe aiutarti a raggiungere dei grandi risultati in poco tempo.

In questa lezione scopriremo come articolare bene le vocali e imparare a sostenere il diaframma quando emettiamo un suono.

CORSO DI DIZIONE ONLINE: ESERCIZI DI RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

RESPIRARE CON IL DIAFRAMMA: LA POSTURA GIUSTA

Prima di proseguire, facciamo un check davanti allo specchio per essere sicuri che tu stia eseguendo gli esercizi correttamente.

Hai le ginocchia un po’ flesse e il bacino leggermente ruotato?

Quando respiri tue spalle sono ferme e rilassate, oppure si alzano ancora troppo?

Quando gonfi il palloncino del diaframma, il tuo addome è rilassato oppure senti che è teso o lo vedi gonfiarsi un po’ troppo?

Sopratutto, hai sempre le mani sui fianchi quando emetti i suoni delle vocali?

In questa prima fase sperimentale è importantissimo tenere sempre le mani poggiate sui fianchi al di sotto dell’ultima costola, perché è l’unico modo che hai per monitorare se stai sostenendo correttamente le pareti del diaframma.

Quando in fase di espirazione pronunci i suoni delle vocali, devi ricordarti che le pareti del palloncino del diaframma tendono naturalmente a sgonfiarsi per consentire all’aria di fuoriuscire.

Il tuo obiettivo, invece, è di imparare a controllare le pareti del diaframma e diluire il più possibile la fuoriuscita dell’aria.

E’ come se volessi tendere le pareti del palloncino per impedirne il rilascio e la chiusura, in modo da prolungare la permanenza dell’aria all’interno il più a lungo possibile.

Quindi ricordati di prestare attenzione a ciò che senti con le mani poggiate sui fianchi.

Se stai esercitando correttamente l’appoggio del diaframma, quando espiri ed emetti il suono della vocale dovresti sentire una leggera pressione lungo i fianchi.

In particolare, dovresti avvertire la sensazione che qualcosa dall’interno stia spingendo contro le pareti dell’addome in corrispondenza della posizione delle tue mani.

Sono le pareti del diaframma che nel respirare aumentano di volume, dilatandosi al di sotto dello sterno.

Imparando a sentire con le mani sui fianchi dove il diaframma esercita le sue spinte, potrai controllare meglio la qualità dell’esecuzione degli esercizi.

Ti ricordo, infatti, che la nostra priorità in questo momento è localizzare il palloncino del diaframma e imparare a controllare l’estensione delle sue pareti per prolungarla il più possibile.

La maggior parte delle persone, normalmente, respira senza essere consapevole di questo meccanismo.

Pur utilizzando il diaframma nel respirare, durante l’espirazione rilascia subito le pareti del palloncino che si sgonfia all’istante.

Il nostro obiettivo, invece, è diventare consapevoli del diaframma e imparare a controllarlo per sostenere di più la nostra voce.

Una volta che ti sarai esercitato bene a prolungare il più possibile il suono delle vocali A – E – I – O -U, prestando attenzione a come appoggi il respiro sulle pareti del diaframma, sarai pronto a proseguire con il prossimo step.

Ti invio quindi a leggere le altre lezioni sulla RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

Se vuoi scoprire di più sul mio metodo di insegnamento della Dizione pratico, veloce e divertente, da un’occhiata alla pagina dei miei CORSI DI DIZIONE ONLINE

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TIMBRO VOCALE: VOCE RAUCA DI GOLA, COME CURARLA?

Ti sarà capitato di avere un problema di voce rauca o ascoltare una voce roca di gola, come quella di un cantante rock alla Vasco Rossi. Molti considerano questo timbro di voce attraente, caldo e persino sexy. Eppure confondono le sonorità belle del timbro vocale di petto, con quelle arrochite dalla voce di gola. Questo tipo di colore di voce o timbro vocale è diffuso tra chi non usa correttamente la respirazione diaframmatica e soprattutto tra i fumatori più incalliti.

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